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RNA, bitcoin, video streaming: il digitale è sostenibile?

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da Elena Höppner Content MarketingPubblicato su 30/06/2022

Secondo alcuni studi, l'addestramento di una singola rete neurale artificiale (RNA) emette, con 313 tonnellate di CO2, circa cinque volte più anidride carbonica di un veicolo nell'intero suo ciclo di vita, carburante compreso. Con attualmente circa 125 terawattora di elettricità all'anno, la criptovaluta bitcoin consuma tanta energia quanto l'intera Norvegia, ossia quasi quattro volte più della Svizzera, ferma a 58,1 terawattora. E consumiamo circa trecento milioni di tonnellate di CO2 solo per lo streaming di video online.

Sempre più spesso ci imbattiamo ormai in statistiche sul crescente consumo di CO2 nell'economia digitale. E non senza motivo: mentre secondo le stime la quota del traffico aereo sulle emissioni globali di CO2 si aggira tra il due e il tre per cento, attualmente quasi il quattro per cento di tutte le emissioni di CO2 è riconducibile alle tecnologie digitali globali. E non diminuisce: studi recenti prevedono un aumento delle emissioni dell'economia digitale fino a ben l'otto per cento delle emissioni complessive di CO2 entro il 2025!

Dati preoccupanti: come dovremmo affrontarli?
Con l'aumento dei consumi si pone sempre più la domanda su come produrre risparmiando il più possibile le risorse e utilizzare le capacità in modo da non vivere al di sopra del nostro fabbisogno e da non compromettere le esigenze delle generazioni future. In questo contesto pensiamo probabilmente tutti a una parola: sostenibilità. Finora la conosciamo soprattutto in ambiti come i trasporti, l'impiego di materiali o le tecnologie di riscaldamento e raffreddamento. Poiché però gran parte della nostra vita si svolge ormai online e la digitalizzazione avanza sempre più rapidamente, non stupisce che i grandi campi di sviluppo del nostro tempo, «digitalizzazione» e «sostenibilità», si incontrino: arriviamo così alla sostenibilità digitale.

Sostenibilità digitale: hardware a basso impatto?
Parlando di sostenibilità digitale pensiamo probabilmente per prima cosa a un hardware a basso impatto: in fondo deve pur essere prodotto fisicamente, no? Non è affatto sbagliato: una parte essenziale del consumo di CO2 nasce nella produzione dei dispositivi. Utilizzarli il più a lungo possibile, riparare invece di buttare subito e poter sostituire singoli componenti difettosi possono essere qui misure sensate.

Ma altrettanto importante è il software…
– perché vengono sviluppate quantità di dati sempre maggiori, operazioni più intensive in termini di risorse e programmi più complessi, che devono essere elaborati e gestiti. Una programmazione snella, la scelta di un linguaggio di programmazione a basso consumo energetico o possibilità di ampliamento modulari sono possibili leve per un software sostenibile. Anche il software ha una certa influenza sulla durata di vita dell'hardware: dovrebbe infatti essere programmato in modo da funzionare il più a lungo possibile anche su hardware più datato, così che i dispositivi non debbano essere sostituiti prematuramente per incompatibilità.

Che cosa contraddistingue dunque un software sostenibile?
In generale si può dire: per software sostenibile si intende un software che lungo tutto il suo ciclo di vita grava poco sull'ambiente. La sostenibilità riguarda quindi ogni fase di vita del software: la produzione, l'utilizzo e infine il suo smaltimento. Idealmente un software dovrebbe quindi essere programmato in modo efficiente, utilizzato con attenzione ed essere riutilizzabile. Oltre alle proprie caratteristiche di efficienza energetica, il software può contribuire alla sostenibilità anche favorendo un impiego parsimonioso di altri sistemi IT: ad esempio è possibile gestire in modo più efficiente sistemi di riscaldamento e ventilazione o l'illuminazione e ottimizzare i processi.

Le domande interessanti che ora naturalmente si pongono riguardano come debba essere concretamente un software per risultare sostenibile. Dal raffreddamento dei server alla complessità del codice sorgente: quali sono i fattori rilevanti per un software sostenibile e come si possono migliorare? E, al contrario, a che cosa può fare attenzione l'utente nell'uso quotidiano per agire risparmiando risorse? Di tutte queste domande ci occuperemo nei nostri prossimi articoli!