Le ragioni per ricorrere a un subappaltatore possono essere diverse. Da un lato, come appena detto, il ricorso a subappaltatori consente di coprire bene i picchi di commesse e le carenze di personale. Per l'azienda committente questo risulta particolarmente semplice, ad esempio rispetto all'impiego di personale temporaneo, poiché l'impresa subappaltatrice agisce in larga misura autonomamente e non è quindi necessario inserire nuovi collaboratori nelle proprie strutture aziendali. Anche la messa a disposizione di inventario viene normalmente a mancare. Data l'esecuzione autonoma dell'attività edile e il fatto che il subappaltatore si assume in prima persona la responsabilità del risultato, l'impresa subappaltatrice lavora nel complesso in modo abbastanza indipendente dall'azienda committente e l'impiego può avvenire in modo molto mirato e flessibile a seconda delle necessità. Oltre all'impiego semplice in caso di carenze di capacità, è anche ipotizzabile che l'esecuzione di determinate attività edili semplicemente non convenga all'azienda committente, così che un'esternalizzazione verso un fornitore «esterno» abbia senso dal punto di vista economico. Inoltre, il ricorso a subappaltatori può essere un'opzione vantaggiosa in termini di conoscenze specialistiche e know-how che all'azienda committente forse mancano in singoli ambiti. Così come le qualifiche tecniche, anche la dotazione aziendale e la disponibilità di apparecchiature speciali possono essere un aspetto rilevante. Affidare le prestazioni edili a un subappaltatore specializzato può quindi essere sensato in ambiti in cui l'azienda committente non è attrezzata in modo comparabile, né dal punto di vista del personale né da quello dei materiali.
La grande indipendenza dei subappaltatori, rispetto ai collaboratori assunti temporaneamente, comporta però, oltre a vantaggi specifici, anche alcuni svantaggi. È infatti possibile che i subappaltatori non solo non portino le conoscenze, le qualifiche o l'esperienza desiderate, ma forse nemmeno competenze sufficienti, così che il lavoro venga infine eseguito con una qualità inadeguata. Soprattutto in considerazione della crescente carenza di personale qualificato, ciò non è poi così improbabile se non si conoscono personalmente i subappaltatori. A ciò si aggiunge che, a causa dell'attività ampiamente autonoma dei subappaltatori, solo al termine del lavoro emerge se questo sia stato svolto con qualità sufficiente, così che in questo contesto sono ipotizzabili disaccordi. Inoltre, anche quando i subappaltatori sono responsabili dei difetti della loro prestazione e li riconoscono, i conseguenti ritardi dei lavori possono comportare complicazioni maggiori e, in definitiva, perdite finanziarie per l'azienda committente.
Per questi motivi una comunicazione chiara tra l'azienda committente e il subappaltatore fin dall'inizio è un presupposto importante per prevenire malintesi riguardo a competenze, compiti e requisiti.
In tutta imparzialità possiamo consigliarvi a questo scopo il nostro caso d'uso sulla pianificazione collaborativa delle scadenze nei progetti edili, che armonizza la pianificazione di progetti comuni e il coordinamento tra più aziende coinvolte nella costruzione.

Nel contesto del nostro tema generale sulle possibilità di attenuare le oscillazioni di capacità, in questo articolo vogliamo occuparci di un'ulteriore alternativa al personale temporaneo e alla messa a disposizione di lavoratori già presentate: il ricorso a subappaltatori. Rispetto ai collaboratori assunti temporaneamente o presi in prestito a tempo determinato da aziende amiche, questo modello si distingue per il fatto che il subappaltatore agisce come impresa autonoma. Esegue quindi determinate prestazioni edili per conto della rispettiva azienda, su base contrattuale, e si assume in prima persona la responsabilità della loro corretta realizzazione.



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